LAGO CAPODACQUA

Il 28 Maggio 2011 un gruppo di Soci del Circolo Subacqueo Mantovano (Fosco - Gianni - Stefano Gavioli - Ivano Tondo - Fabio Tartari - Massimo Tognini)partono per un’escursione di due giorni in Abruzzo in località Capestrano con l’obiettivo di immergersi nel Lago di Capodacqua (mt300 slm). Il lago di Capo D’Acqua è un lago di proprietà privata all’interno del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. E' un lago di acque sorgive che nasce negli anni '60 per l’irrigazione dei campi circostanti. Grazie alla sua natura sorgiva, offre un’ottima visibilità ed una flora lacustre unica.
In prossimità di questi corsi d’acqua sono stati realizzati, pressappoco in età medioevale, due MULINI e un Colorificio. Oggi l’edificio del colorificio è ancora visibile in superficie, mentre i due mulini si trovano sommersi.
Appena giunti sul posto la nostra prima impressione non è delle migliori, il lago tanto atteso sembrava uno stagno... ma ci sbagliavamo. Appena svoltiamo la curva ecco tutt’altra visuale . Posizionato in una vallata in pieno parco, circondato da monti e di una natura verde da mozzare il fiato: il panorama è davvero bello. Scarichiamo l’attrezzatura in attesa che gli amici del Atlantide Sub ( unici autorizzati per l’ingresso al lago) vengano ad aprirci i cancelli di questo luogo da scoprire.
L’acqua è costante a 8°cc ma davvero limpida come mai avremmo potuto immaginare. La guida, Dante, nel briefing ci aveva segnalato la poca profondità del lago e la sua estrema limpidezza e ci ha dato alcune regole da seguire durante l’immersione. Appena messo la testa sotto l’acqua rimaniamo suggestionati da quell’acqua così trasparente (cosa assai rara per noi abituati nel Lago di Garda) ed in pochi metri ci si staglia di fronte a noi un muretto di pietra ed una strada in selciato con una prateria sommersa !!!
Si nuota costeggiando il primo mulino e raggiungiamo i resti del secondo mulino, scorgendo anche i resti delle pale, il paesaggio è completamente diverso dal lago a cui siamo abituati, ma c’è un verde brillante ed il blu che ci avvolge è completamente diverso, ma ugualmente affascinante!
Di fronte a noi le mura del primo mulino, che avevamo intravisto appena immersi … è divertente nuotare tenendo un assetto necessariamente perfetto … la poca profondità ci costringe ad esser precisi !!! Questa è la parte più bella dell’immersione: scavalchiamo il muro di cinta che ci porta all’interno di un piazzale, con tanto di albero a lato dell’entrata … la porta è ad arco, ma i depositi sul fondo l’hanno parzialmente coperta: non possiamo passarci dentro !!! Attraversiamo le mura attraverso quello che poteva essere una finestra,e si scorge i resti di quello che un tempo era una vasca di contenimento.
Passeggiamo in un prato, oltre le mura, la profondità diminuisce ancora e giungiamo in prossimità di due bellissime conformazioni di canne che si stagliano nel blu con attorno una vegetazione molto verde data dalla bassa profondità e dalla limpidezza dell’acqua che permette ai raggi del sole di alimentarla.
Risaliamo a riva felici e soddisfatti di questa nuova emozione, la nostra contentezza si legge nei nostri sguardi e concordiamo tra noi tutti che ne valeva la pena di affrontare un viaggio abbastanza pesante per quello che abbiamo potuto vedere, ringraziamo l’organizzatore della spedizione Stefano Gavioli